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11/01/09

Amore che viene, amore che vai


Quei giorni perduti a rincorrere il vento

a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
venuto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.


30/09/08

La leggerezza di un bacio

Viviamo, mïa Lesbia, e amiamo,
E i mormorii dei vecchi un po’ severi
Valutiamoli tutti un solo asse.
Il sole può cadere e ritornare;
A noi se cade questa breve luce
Tocca dormire una perpetua notte.
Dammi tu mille baci, quindi cento,
Quindi altri mille, quindi ancora cento,
Quindi fino a altri mille, quindi a cento.
Quando molte migliaia ne faremo,
Li mischieremo, sì che non sappiamo,
E non faccia il malocchio un invidioso,
Se sa la quantità dei nostri baci.

Oggi sono in vena di romanticismi, senza troppi patemi, e questo carme di Catullo non smette di frullarmi nella testa da qualche giorno (sarà che ne ho parlato in classe). Una danza di baci fresca e travolgente.

15/03/08

Alda Merini

Amore non dannarmi

Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino
non si addormenti lungo le pulsioni
metti al passivo tutte le passioni
dormi teneramente sul cuscino
dove crescono provvide ambizioni
d'amore e di passione universale,
toglimi tutto e non mi fare male.

24/02/08

Ho sceso, dandoti il braccio

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quel che si vede.

Ho sceso un milione di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale

Questa poesia è dedicata all'amatissima moglie del poeta, morta prematuramente e racconta la splendida quotidianità dell'amore, quella fatta di piccoli difetti e abitudini, che alimentano i sentimenti come la brace sotto le ceneri fa con il fuoco.