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28/12/08

Bergamo, niente Bambinello nel presepe

BERGAMO - In una chiesa di Bergamo il parroco si è rifiutato di mettere la statuetta di Gesù Bambino nel presepe (come accade, per tradizione, il 24 dicembre), perché la gente "non è pronta". E ora fa discutere la scelta di monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo, annunciata nel corso dell'omelia, alla Messa di Mezzanotte.

Il sacerdote, che durante le omelie domenicali invita i fedeli a curarsi dei poveri e degli emarginati, ha deciso di comportarsi di conseguenza. E durante l'omelia ha proclamato: "Questa notte non è Natale. Non siete pronti. Se non sapete accogliere lo straniero, il diverso, non potete accogliere il Bambin Gesù.
Perciò Gesù non nasce".

E quindi non ha fatto porre nel presepe della chiesa la statuetta (già pronta) del Bambinello. A chi ha chiesto spiegazioni ha poi detto che il presepe era basato sul racconto di Ezio del Favero 'Al chiaro delle stelle', in cui Gesù Bambino esce dalla culla per andare da un bimbo povero che non osava stargli vicino: "Il messaggio che abbiamo voluto dare è proprio questo: Gesù non ha paura di avvicinarsi agli emarginati, agli ultimi. E' ora che chi si dice cattolico metta in pratica gli insegnamenti di Cristo".

("Repubblica" 27 dicembre 2008)


09/11/08

Beata ignoranza


In un paese che tratta la cultura in questo modo (metodo Mary Star), che usa i manganelli contro dei ragazzi che esprimono le loro idee, che paga lo stipendio ad arteriosclerotici senatori che aspettano avidi che ci scappi il morto (vd. post precedente), per poter menar le mani ancora più duramente, che parla di meritocrazia e poi manda a casa il meglio della ricerca....in un paese del genere siamo veramente dei cogl...ni (ops! Son sempre una prof) se ci scaldiamo tanto se il nostro premier definisce abbronzato il nuovo presidente degli Stati Uniti! Ormai non abbiamo nessun diritto di meravigliarci, l'abbiamo eletto e riconfermato....forse ce lo meritiamo.
Però non se lo meritano quei tanti ragazzi che vedo manifestare ogni giorno a Roma, o i miei alunni....loro sono giovani, belli, abbronzati o no, ma li stanno ormai privando del futuro e non è giusto.

23/10/08

Così parlò Cossiga

Ma qui siamo al delirio!!!!
Ditemi che è uno scherzo e che l'intervista non è vera!
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406

: (

In questi giorni ne ho davvero sentite troppe! Ormai sembra che i nostri politici facciano a gara a spararle più grosse sulla scuola: ora se ne escono con le classi ponte?!?!
Allora prima vogliono il ritorno al maestro unico, perché alle elementari un insegnante basta e avanza, poi però si rende necessario creare classi speciali per gli studenti stranieri, perché vengano opportunamente seguiti nel loro inserimento scolastico. Ovviamente un solo insegnante non potrebbe seguire anche loro...appunto per questo in ogni classe gli insegnanti erano di più, la società oggi è un tantino più complessa di quella del libro Cuore! (Vista l'età di alcuni dei nostri governanti, sospetto siano stati alunni della maestrina dalla penna rossa, ovviamenti erano i somari sempre in punizione dietro la lavagna).
E non voglio nemmeno entrare nel merito se sia corretto isolare dei bambini dai loro coetanei, "per il loro bene", perché quando sento un leghista parlare di "quei poveri bambini extracomunitari" mi vengono i brividi e ripenso agli orchi delle favole. Da quella gente non può provenire nullo di sano, soprattutto quando riguarda i nostri bambini (di qualunque colore siano).
Quando penso alla società che loro hanno in mente, mi viene una profonda tristezza, perché vedo orizzonti più angusti di un sottoscala e tanto grigiore e lo vogliono imporre anche a noi.

10/10/08

ipse dixit

Il post precedente era davvero ispirato...ma la frase seguente mi ha strappato giù dalla nuvoletta e mi ha riportato con i piedi per terra...

«I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l´insegnamento è part-time e come tale è ben pagato».

Renato Brunetta

26/09/08

salviamo la scuola di bandiera

Ieri in un furioso quanto inconsistente zapping televisivo, mi sono soffermata di quando in quando su Annozero, in cui si discuteva sulle sorti di Alitalia.
Al di là dell'istintivo ribrezzo ad ogni inquadratura del ministro Castelli (segno che qualcosa in me era ancora vivo dopo una giornatina abbastanza piena), un pensiero ogni tanto sgusciava tra le nebbie del mio cervello quasi addormentato: ma come mai tutto questo impegno per salvare la nostra gloriosa compagnia di bandiera (per carità, bisogna sempre fare di tutto per salvare posti di lavoro), come se la sua perdita fosse incalcolabile per il bene del paese, e tutto tace sulla nostra cara ministra Gelmini e il suo mandante Tremonti. Costoro stanno per mandare a casa più di 80 mila insegnanti, rottamare tutti i settori dell'istruzione, distruggendo la scuola elementare (quella che ci invidiavano in molti paesi), rendendo solo un parcheggio pre- disoccupazione la scuola superiore di entrambi i gradi.
Una vera e propria dismissione della nostra scuola pubblica...quella che è nata con l'unità d'Italia, che ha contribuito a creare gli italiani, come parlanti una stessa lingua e uniti nella stessa cultura. Nessuno di quegli eroi che vogliono salvare gli aerei con il tricolore, vuole dedicare qualche minuto anche alla nostra scuola di bandiera?

07/04/08

Ancora sui bamboccioni

Tornando alla mia condizione di trentenneancoraacasaconigenitori, situazione che fa alzare non pochi sopraccigli inorriditi, vorrei riportare alcune semplici osservazioni che possono forse alleviare il senso di colpa di questa triste categoria.
Io penso che restare a casa con i genitori sia una corretta scelta ecologista: se non vi sono motivi stringenti (matrimoni, convivenze, pessimo rapporto con i genitori), una persona che rimane nella casa paterna, non produrrà un'aggiuntiva quantità di spazzatura (in casa circolerà un solo giornale, si userà la stessa bottiglia di acqua o di latte, ecc.); inoltre consumerà meno energia (la stessa lampadina permetterà al padre di leggere il suddetto giornale, mentre il figlio fa altro, ed entrambi saranno riscaldati dallo stesso termosifone); risparmerà nell'utilizzo dell'automobile, dividendola con il resto della famiglia (lo so, questa è la motivazione più debole, visto che in Italia una famiglia di quattro persone ha per lo meno quattro auto, più moto, triciclo e monopattino!); il suo "sacrificio" farà aumentare il numero delle case disponibili in favore delle altre famiglie, o dei poveri studenti fuori sede, costretti a prendere in subaffitto anche le vasche da bagno!
Di fronte a questi innegabili vantaggi per la società tutta, che senso ha voler dimostrare la propria raggiunta indipendenza con una scelta così egoista come andare a vivere da soli?
Dovrebbero addirittura riconoscere il nostro impegno ecologista con opportune agevolazioni fiscali, che diano finalmente il giusto riconoscimento a questi eroi misconosciuti dell'universo ambientalista!